What Would Nick Brody Do?

Nella seconda stagione di Homeland, il sergente/congressman Brody ne sta combinando così tante che aspira seriamente a diventare un impossible man alla Jack Bauer. Ma al contrario (e più roscio).
{Wikipedia – The Vulture}
≡ 19.10.2012 in tv • commenta
E se il nuovo MySpace fosse figo?
Tanto tempo fa la dimostrazione più evidente che sul web la sostanza può prescindere dalla forma la diede MySpace: nonostante fosse una piattaforma disordinata e contorta, funzionava. Poi è successo quello che è successo (Facebook, per esempio) e non sto lì a raccontarvelo. Ecco, oggi guardavo l’anteprima del nuovo nuovo MySpace e, sebbene ricordasse qualcosa (certe cose di Windows 8, per esempio), mi son chiesto: ma non è che stavolta gli amichetti di Justin Timberlake l’hanno fatto figo per davvero?
{Wikipedia – MySpace}
You say I’m a gambler, you say I’m a pimp
Duquesne Whistle, il primo videoclip del nuovo album di Bob Dylan, Tempest.
{The Guardian – Metrolyrics}
Perché le ottiche Leica costano tanto
Leica Lenses (English) from Leica Camera on Vimeo.
Made in Germany e realizzate meticolosamente a mano. Le ottiche Leica, nuove o usate che siano, hanno dei prezzi davvero esagerati, ma sono considerate di qualità superiore. Una breve intervista su Humans Invent e il video qui su possono dare un’idea del perché.
{Human Invent – via The Verge}
≡ 24.8.2012 in fotografia • commenta
L’atlante delle nuvole
What wouldn’t I give now for a never-changing map of the ever-constant ineffable? To possess, as it were, an atlas of clouds.
I Wachowski e Tom Tykwer hanno realizzato un altro film in cui, se ti distrai un minuto, non ci capisci più niente. Almeno a giudicare dal trailer. Se non volete aspettare il 26 ottobre, c’è sempre il librone di David Mitchell, se lo trovate.
{Cloud Atlas – Amazon}
London calling reloaded
1112 giorni dopo questo, riecco Bruce Springsteen a Hyde Park. David Brooks dice che bisogna vederselo in Europa, ma Londra è un’altra cosa ancora.
Update a cose fatte: sì c’era Paul McCartney (o la sua copia di cera), hanno staccato l’audio (già basso di suo), Tom Morello imperversava (però in Ghost of Tom Joad ci sa fare, e da qualche anno), ma è stata una gran serata (vedi Thunder Road fatta voce, piano e armonica) e ha pure accontentato un tizio spagnolo che chiedeva la sua canzone (Take ‘Em As They Come).
{Wikipedia – Hard Rock Calling – NY Times}
Reflex condizionati
Kevin Kelly, in uno dei saggi più belli degli ultimi anni (Quello che vuole la tecnologia), scriveva grosso modo che il processo che intercorre tra lo scatto con una macchina fotografica a pellicola e l’effettiva fruizione della foto è «uno sfasamento temporale che rallenta l’apprendimento e deprime la spontaneità». Eppure, dopo un tot di anni d’ingombranti ma avanzatissime reflex digitali, il dubbio ti viene:
quanto è mia questa foto?
Perché 51 punti di messa a fuoco e 7 fotogrammi al secondo qualcosa di buono da stampare, prima o poi, te la danno. Devi solo scattare e poi navigare tra quintali di gigabyte. Se c’è da fare qualche aggiustamento, un taglio, un contrasto da recuperare, o una macchia da togliere, qualche software che ti aiuta c’è sempre. La tua foto è sempre tua, ma nel processo ha perso spontaneità, messo il pilota automatico e, che tu lo voglia o no, è finita diverse leghe davanti a te. Bene, male, non so… Sembra uno di quei casi in cui la tecnologia finisce per sopravanzare la tecnica. Ecco, se non è il risultato immediato che t’interessa, ma la consapevolezza di quello che fai (soprattutto se tutta questa tecnica non ce l’hai), prima o poi devi tornare ai fondamentali. Fare un passo indietro, rallentare, capire quello che sai fare e imparare a farlo meglio. O, come ti direbbe un professore di liceo, passare dalla traduzione latino-italiano a quella italiano-latino. Quindi, Kevin, sì, siamo nel 2012 e questa qui sopra è una Leica M6.
{KK – Codice – Ken Rockwell}
≡ 13.7.2012 in fotografia • commenta
Newsnight 2.0

In giro capita di leggere una marea di critiche e stroncature di The Newsroom (vedi On Bullshit, oppure Aaron Sorkin’s Flawed New HBO Drama), ma un paio di cose nel secondo episodio della serie sono abbastanza vere. Tipo, le tre, anzi quattro (la quarta soprattutto!) domande che uno dovrebbe sempre farsi:
1. Is this information we need in the voting booth?
2. Is this the best possible form of the argument?
3. Is the story in historical context?
4. Are there really two sides to this story?
Tutto questo, poi, vale doppio, se a scrivertelo su una lavagna è Emily Mortimer.
{Wikipedia, Fimoculous, The Daily Beast}
≡ 04.7.2012 in giornalismo, tv • commenta






